Sonetti romagnoli/LI. A ca
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[ 106 ]
LI.
A CA
Quand Pulinera ula finè davera
E’ mestar e’ rugié: «Popolo impara
Dal nostro caro amico Polinara
Come si fa a girar la terra intera.
E’ mestar e’ rugié: «Popolo impara
Dal nostro caro amico Polinara
Come si fa a girar la terra intera.
L’ eroe ciclista ci contò la vera[1]
Che delle bombe lui non ce ne sbara[2]
E con cavallaria sublime e rara
Ci vuol pagare un fiasco anche stasera.
Che delle bombe lui non ce ne sbara[2]
E con cavallaria sublime e rara
Ci vuol pagare un fiasco anche stasera.
Sia benedetto il dì che torno in barca
Da Trieste irredenta a questa riva
Che fu l’ antica sede degli Esarca,
Da Trieste irredenta a questa riva
Che fu l’ antica sede degli Esarca,
Viva te Polinara, anima diva,
Che ci tratti più meglio di un Monarca.»
E tott i dseva: «Polinara evviva!»
Che ci tratti più meglio di un Monarca.»
E tott i dseva: «Polinara evviva!»